Siamo dieci persone in una stanza dove troneggia un cartello due metri per due "Ematologia - donazioni", cosa posso esser venuta a fare?
La signora che ha posto la domanda deve aver pensato fossi un padiglione auricolare in libera uscita, tanto ha parlato, mi ha confidato che era al primo esproprio sanguigno, che si è fatta operare tre anni fa per emorroidi, che il figlio sta con una vera zoccola ma tantè lei è la mamma e lo deve accettare ma col cavolo che le lascia l'anello di famiglia, che una volta le piaceva Alfonso Signorini ma ora è tanto scaduto, e infine mi ha raccomandato di "non sposarti mai chell'è 'na fregatura".
Sono arrivata sulla poltrona praticamente anestetizzata.
E meno male, perchè le mie vene timidone, se anche sono in giornata e si fanno trovare, collassano dopo un picosecondo, e dopo un prelievo il mio braccio ha tanti buchi che viene esaminato dall'Unione Astronomica Internazionale come copia della costellazione del Capricorno.
Ogni volta trovo un'infermiere o un medico diverso, e si allarmano sempre quando vedono il pallore che mano a mano mi sale sul viso, e qui viene la parte migliore, quando io tranquillizzo l'ospedaliero dicendo "è tutto normale, pressione bassa, capita sempre ma non sono mai svenuta".*
E lui, o lei, che mi guardano con aria minacciosa e puntando il dito dicono: "Signorina, uscita da qui lei va subito a fare una bella colazione. Mi raccomando, reintegri gli zuccherie mangi qualcosa".
Per me, sentirmi dire una roba del genere è meglio di un orgasmo.
*tranquillo bellezza, non mi devi rialzare.






