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giovedì 13 settembre 2012

Caro ciclista


Voglio l'Hummer.
O un carro armato.
In mancanza d'altro, un trattore va bene.

Stamattina ho trovato davanti a me un serpentone di culi rinsecchiti che occupavano a ventaglio tutta la carreggiata, io ero l'unica macchina, dietro, a cinque all'ora, sembravo l'auto di servizio al Giro d'Italia.

A parte il colpo oculare delle tutine, che immagino siano disegnate sotto l'effetto dell'LSD, mi viene una sincope ogni volta che incontro un gruppetto di ciclisti, perchè SO di non saper guidare, e ho sempre paura delle loro manovre dell'ultimo secondo, sotto le mie ruote.

Ogni tanto sogno di fare i Collideiculistretti contromano con l'asfaltatrice, e prenderli proprio tutti.

"Concilia?"
"Agente scusi, non li avevo proprio visti"
"Però li ha finiti col cric. Come lo spiega?"

La vittima

Perchè io sono una persona pacifica, perfino tollerante, ma quando vedo a terra l'indicazione delle piste ciclabili, comincio a sperare che sia il disegno della scena del crimine, e non segnaletica orizzontale.


Ammetto che invidio la loro tenacia e il loro fiato, però se dopo dieci chilometri passati a leggere il labiale  (perchè si parlano, sono socievoli, ridono, tra di loro) oso un timido colpetto di clacson per chiedere strada, offendono tutta la parte femminile del mio albero genealogico.
Ma che vi si scassino i freni alla prossima discesa.


Lui ha anche provato a farmi fare un paio di giri in bici, ma le strade che ha trovato non erano per niente asfaltate, quindi mi sono frantumata il barattolino di miele a furia di sbatterlo sul sellino.
Mi hanno detto che dovrei usare le braccia, ma il mio sistema va in crash quando accosti i termini bici-pedalare-braccia.
L'ho settato pedale-piede, manubrio-mano, e non regge colpi del genere.


Post scriptum: Detto questo, lo so che il biciclettismo è una nobile arte e ci sono molti biciclettoni educati, ma al mattino, alle sette, con la prospettiva di una giornata di lavoro, vedere l'allegra comitiva della chiappa soda occupare tutta la carreggiata mi fa venire i brividi, anche perchè sono  così abbronzati ed ossuti che sembrano l'esercito degli uomini di Similaun (in bici, tra l'altro. Brrrr).
Vorrei avere il loro fiato e la loro tenacia, ma a certi orari voglio solo un pezzettino di carreggiata per transitare tranquilla  senza fare il pelo e contropelo alle gambe degli altri.
Ad ogni modo state tranquilli, per ora non ne ho messo ancora sotto nessuno.






venerdì 8 giugno 2012

Brum brum....

Avete presente quella persona che deve girare all'incrocio - quell'incrocio nel quale il verde dura il tempo di un frullo d'ali -  e non si mette mai abbastanza a sinistra, bloccando così tutta la colonna dietro di sé? Sono io.
Ho la macchina più piccola del mondo, un garage in cui l'unica manovra che devi fare è "avanti" e sono riuscita a rigarla. Me la sono anche presa, quando Lui ha avuto la geniale idea di rivestire il box con la carta da parati modello mestizia (ha preso tutto il cartone nel raggio di sei chilometri e  lo ha incollato ad altezza apertura porta), ma devo ammettere che aveva ragione a preoccuparsi, e che pure non è bastato ad evitare i tatuaggi alla carrozzeria.
Quindi stamattina, quando mi hanno fermata i carabinieri per un normalissimo controllo, sono andata nel panico.
Io so che se sento un clacson suonare, ce l'ha con me.
Io so che se mi fermo quando il semaforo è giallo, durerà ancora venti secondi, il tempo per quello dietro di prendermi il numero di targa è fabbricare una bambolina voodoo con le mie sembianze e infilarci spilloni.
Io so che se non mi fermo, scatta il rosso e c'è la fotocamera.
Io so che sono capacissima di inchiodare se mi par di vedere una lucertola sulla strada, e poi mi sfugge il pedone.
Eccetera.
Quindi, quando mi hanno invitata a fermarmi, mi sono chiesta quale dei segnali di cui ignoro il senso avessi trascurato. Panico.
Ad ogni modo, nel cercare di ricordare dove avessi messo il libretto, ho ritrovato "La cucina sottovuoto" che avevo perso questo inverno.

Io non sono una gran guidatrice. Ho l'auto col cambio automatico, i sensori ovunque, ho il navigatore e riesco comunque a non centrare mai un parcheggio.

Chiamo "sederino" il bagagliaio. 

Se qualcosa non funziona, prendo a calci la macchina.

E non posso nemmeno dire che questo faccia parte della simpatica imbranataggine femminile, perchè al mattino, in auto, sono la versione maligna di un teletubby, molto poco probabilmente femmina.

Ma giuro che divento una donna affascinante, prima o poi.



giovedì 7 giugno 2012

La bussola d'oro

"Tu dove andresti?"
"Io seguirei le indicazioni del navigatore"
"Ah, figurati - e dà pacche al TomTom - Non capisce una mazza, questo qui"

"Io, così, ad istinto, andrei a sinistra"
"Benone, svolto a destra"

Lui sostiene che la mia bussola interna abbia l'ago completamente smagnetizzato, ubriaco, mentalmente deviato, o che semplicemente si diverta a prendermi per i fondelli.

E' vero, a me manca il suo senso viscerale per l'orientamento, ma allora vorrei capire perchè quell'istinto da Caboto evapora all'improvviso quando gli dico "ti ho lasciato il pranzo in frigo" e non riesce a  trovarlo nemmeno con i mappali del catasto.

Sarebbe in grado di fare la Liegi-Bastogne-Liegi senza mai fermarsi a chiedere indicazioni (riduce la virilità? aumenta la calvizie? fa ingrassare?), ma riesce ancora a cercare i calzini nel cassetto degli slip. L'ho visto riporre con cura la tovaglia tra le pentole perchè lui ragiona "per competenza". E io, di fronte a questo, mi arrendo.