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sabato 23 marzo 2013

Ah, week-end.


 Quando al venerdì esco dal lavoro saltellando, sono la manifestazione concreta che anche nel ventunesimo secolo  la storia de "la donzelletta vien dalla campagna" ha un suo perchè.


Poi ci penso bene e mi dico: ma chi voglio coglionare?

"Sabato", nella corrente accezione, significa: pulire la casa, fare la spesa per la settimana, lavare, stirare, cucinare perchè durante gli altri giorni cucina la Creatura e si sentirebbe poco amato se non ci pensassi io almeno quando sono a casa, portar fuori Creatura2  (l'altra, quella con più pelo)


 
 
e sporadicamente fare quei lavori scemi tipo sbrinare il frigo o rivoltare i materassi che per qualche cabalistica ragione toccano sempre a me.
 
Perciò, quando mi ha detto "cosa conti di fare questo fine settimana?" ho pensato che era da troppo tempo che la casa la pulivo io e la spesa la faceva Lui, quindi gli ho risposto "conto di andare al supermercato e lasciarti fare le pulizie settimanali".
 
Ho visto distintamente nei suoi occhi:
 
 
 
 
 
e poi mi ha confessato che sperava non avessi progetti particolari in quanto"ci sarebbe Emme che mi ha chiesto una mano per il trasloco."
 
 
Emme ha un nome che finisce ovviamente con la lettera "A".
E non è Mandrea.
 
Emme abita a trecento chilometri da qui.
Emme deve tornare qui.
Trecento più trecento fa seicento.
Chilometri.
Per darle "una mano".
 
Emme ha quattro (quattro) fratelli automuniti.
 
Ma l'ha chiesto a Lui.
 
"Se ti fai seicento chilometri per una tipa + pacchettamenti+ carico + scarico dimmi almeno che te la sei trombata una volta nella tua vita"
 
L'ironia gli è scivolata addosso, ma ha ben colto il fatto che, oltre ai chilometri da fare, c'era tutta la questione dei pacchi e del caricare (e scaricare) su una macchina (la Sua, oltretutto) un paio di anni di vita di una donna. E relative scarpe, vestiti, libri, oggetti d'arredo, eccetera.
Deve essersi sentito l'omino della Zalando.
 
"Pronto, emme? Sono davvero mortificato ma mi sono ricordato che devo consegnare un progetto entro lunedì. Mi toccherà lavorare tutto il fine settimana. Oh sì, non sai quanto mi dispiaccia non poter venire da te. Magari però prova a sentire i tuoi fratelli".
 
Comunque, la casa l'ho pulita io.
 
 

 

 


giovedì 1 novembre 2012

I have a driiin

Samantahhhh

"Buonasera - alle tre del pomeriggio  - parlo col signor Lui?"

Se qualcuno vuol parlare col signor Lui, non è un buon segno.

"Sono Samantah  della compagnia Telefrantumo"

Infatti.

"e vorrei parlare col signor Lui"

Allora, se il tuo nome finisce con una probabile acca, io Lui non te lo presto nemmeno, figurati se te lo passo.

"Non è a casa"

"Ah. E quando posso trovarlo?"

"Non so."

"Non sa?"

"Sono la badante*"

Click.

Ad oggi fanno due mesi che non riceviamo più chiamate dalla compagnia.




*sapiente suggerimento della sapiente collega I. Funziona.

giovedì 16 agosto 2012

Potenza maschia

Delicato: lavare a mano.
Evitare la centrifuga.
Massimo trenta gradi.

Non ho tempo per queste cose.
E non ne ho nemmeno voglia.
Avevo un completino di Aubade, ai tempi in cui il pizzo non mi faceva sembrare un uovo di Pasqua in attesa di apertura, e non ho mai seguito le istruzioni di lavaggio; ebbene è ancora lì, pizzo e merletti intonsi.


Una camicia, e per lo più Sua, non merita così tante attenzioni.
L'ho sbattuta in lavatrice, occhei non a novanta gradi, centrifuga sì perchè tra i pulsantini (1: acceso - 2 :spento) non è contemplata l' esclusione.
Tanto per non rischiare, un paio di fogli di acchiappacolore.



E' vero che poi, una volta tirata fuori dal cestello, sembrava più il vestito delle feste di Ken.
E l'ho occultata molto in fondo al Suo armadio, ma tant'è, l'ha trovata.

Se l'è messa, e continuava a guardarsi perplesso allo specchio.



"Sai amore, questa camicia.... la sento più stretta"

('Azz...)

"Tre giorni che faccio pettorali, e guarda subito che risultato. Sento già i vestiti che tirano".


Non finirà mai di stupirmi.

martedì 24 luglio 2012

Casalinga duepuntozero

Non sono una grande casalinga.
Non perchè snobbi le faccende domestiche, non credo che cucinare o stirare siano un attacco alla mia libertà, anche se ne farei volentieri a meno; non ho semplicemente un grande istinto da massaia.
Mi devo forzare un pochino più degli altri, a parte che per la cucina, materia che ho imparato solo per avere un'arma micidiale con Lui.

Che, invece, è cresciuto con una gran casalinga.
Una che stirava gli slip.
I calzini.
Gli stracci.
                                                 Le presine.

(A me invece, ha raccomandato di fare una foto alle magliette piegate e depositarne i diritti perchè "questa geometria non esiste ancora")

Quindi, quando ho tirato fuori dal cestello l'ultima tornata di bianco ed è venuta fuori blu non mi sono stupita più di tanto.
Poi ho trovato anche la sua camicia.
Preferita.
Bianca.
Blu.

Ecchecavolo.

Sul mio cv avevo scritto - fieramente - "problem solving e desiscion meiker" (se non vado all'inferno per tutte le balle che ho scritto, quel posto è deserto), non riesco forse a sistemare un lavaggio sbagliato?

No.


L'ho risolta nascondendola per un mese, e  mostandomi molto servizievole.

Servizievole

Molto servizievole

Poi ho saggiamente considerato che, se esiste una Coloreria, da qualche parte ci sarà pure la Scoloreria.

Beh, c'è, l'ho trovata, e l'ho usata.
La Sua camicia è tornata bianca.

Peccato che adesso non andrebbe bene nemmeno al Grande Puffo.

Sono sicura che Sua madre stia piangendo, e anche parecchio.

venerdì 22 giugno 2012

Ma il mio lavoro no

"...Ma lei..che lavoro è che fa?"

Lei sono io, a domandarlo uno dei Suoi amici, durante una grigliata.
Momento nel quale si risveglia il furore della vestale, latente  in ogni maschio, che riserva a sé e ai suoi simili la cottura sul barbecue, confinando le donne nel gineceo (a tagliar anguria, di solito).
L'ultima volta doveva essere una cena a base di pesce e verdure, io sono andata sul posto alle quattro, tanto per dare una mano con i tavoli, le sedie, e una giustificazione al Negroni pomeridiano: alcuni esemplari del cromosoma sbagliato erano già alle prese con la carbonella.
Alle quattro.

Abbiamo mangiato, alle dieci e mezza, quel che restava sotto il conglomerato bituminoso che una volta era un pesce: avevano carbonizzato tutto, squama per squama.

Ad ogni modo, questa volta alla domanda ho drizzato le orecchie, e mi sono gustata  in anticipo la Sua risposta.
Perchè Lui non mente, ma condisce la realtà.

Quando l'ho conosciuto mi ha venduto la storia che suo nonno era "docente di letteratura".
Ci ho messo due anni per capire che intendeva "maestro elementare".
Sua sorella "ha vissuto un po' a Londra".
Ha fatto un corso di due settimane a Brighton.
Un Suo amico era "console" (!)
Lavora alla camera di commercio italo-francese.
Insomma, su di me, cosa poteva inventare raccontare?
"Corporate finance"
"Money management"
"Bilanci"
"Planning finanziari"
Qualsiasi cosa.
Qualsiasi.

"Paga bollette".

Questa è stata la Sua risposta.
Mi chiedo da dove sia scaturito tutto questo candore.