Visualizzazione post con etichetta Sono io che apro i barattoli a casa quindi se m'arrabbio stammi lontano. Mostra tutti i post
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sabato 4 maggio 2013

Oggetti smarriti


"Dov'è????"

"Dov'è cosa?"

"Dove me lo hai messo?"

"Ma cosa?"

"Era qui"

"Qui? Non c'è nulla"

"Lo vedo che non c'è nulla"

"Magari lo hai messo da qualche altra parte"

"Era qua"

"Non ho toccato niente!"

"Impossibile, da qualche parte deve essere"

"Ma cosa???"

"Come cosa, il coso, il portacoso"

"Il portapillole?"

"No, il porta..."

"Portapenne?"

"No, ma dai, come si chiama, il porta..."

"Il portafoglio?"

"Mhno, il...."

"Il portatile? Il portauovo?? Il portasapone???"

"Mgnth 'naggia..."

"Che vuoi, il portavalori? Il portalettere? Il portaborse? Non capisco!"

"Ma dai, quello che ho sempre con me, il porta.."

"Il porta?..."

"Ah ecco, il portapazienza, devo averlo perso insieme a tutto il suo contenuto."








E' un momento complicato.

Ma quantomeno,  adesso Lui è avvisato.  




 


lunedì 29 ottobre 2012

Quando photoshop non esisteva


C'era una volta un nobile condottiero di nome Ferro.
Che essendo un nomade delle steppe forse non aveva proprio tutto quel sangue blu, ma  tantè.
Vantava di discendere da un antico guerriero, cosa risaputamente  falsissima ma che nessuno metteva mai in discussione essendo costui abitualmente armato fino ai denti.
Tanto tanto tempo fa le sue truppe portarono ovunque morte e distruzione, ma quando passò in quella che era la  più magnifica capitale dell'Impero, la metropoli più spettacolare del mondo, la rase direttamente al suolo.  
Nonostante la misericordia non fosse il suo forte, aveva una delicatezza d'animo indiscutibile, unita ad un ineguagliato gusto per l'architettura, amava infatti costruire piramidi con le teste mozzate dei nemici. 
Lo stesso grado di misericordia lo mostrava quando prometteva ai conquistati che non avrebbe sparso il loro sangue, seppellendo vivi tutti quanti.
La sua occupazione preferita rimaneva comuque la decapitazione di massa.
Questo animo nobile, un giorno decise che era giunta l'ora di farsi fare un ritratto.
Convocò a corte un pittore, il quale alla richiesta di "un magnifico dipinto per i posteri" rimase un po' perplesso, essendo il richiedente monco, guercio, zoppo e gobbo.
L'artista usò tutta la sua abilità e apportò qualche miglioria al soggetto, ignorandone i difetti: si trovò così mozzato in due secondi netti, per l'eccessiva piaggeria.

Il secondo pittore allora ritrasse il condottiero come mamma l'aveva fatto.
E zàcchete.
Decapitato pure lui.
Il terzo lo dipinse mentre, inginocchiato, tirava con l'arco, così da non ritrarre la mano monca e la gamba più corta, far sembrare la gobba una posa naturale, e chiudere l'occhio guercio perchè prendeva la mira.

E  così fu - almeno sul momento - risparmiato.
Ma, non essendoci giunte altre opere dell'artista, si pensa che il magnanimo lo abbia comunque decollato, tanto per non perdere l'abitudine.



Questa è la storia del ritratto di Tamerlano.
Che vuol davvero dire "ferro", in persiano antico.
Il che la dice lunga sul senso dell'umorismo del padre.

La prossima volta che in una foto non sembro una taglia quarantadue, ricorderò all'incauto artista che anche io ho una certa sensibilità d'animo, e m'incazzo facile.


lunedì 8 ottobre 2012

Al prossimo







che mi dice di provare la sua dieta perchè con lui proprio ha funzionato, gli spacco tutti i denti.





Lo so che c'è una reiterazione (al prossimo- gli) ma rende meglio l'idea, perchè glieli rompo sul serio.



giovedì 9 agosto 2012

Ieri




Era il mio compleanno, trent'anni.
Specifico che, da sempre, il nove Agosto è il momento buono per cominciare a pensare ai regali di Natale - che riceverò - e a Santo Stefano ho già qualche idea su cosa mi piacerebbe scartare  alla mia (n.b. MIA!!) festa.
E' sempre stato così.

Su questo,  ammetto, son rimasta una piccola viziosa petulante.
Ci tengo ai regali, alle sorprese, al pensiero.
Che può essere un pacchetto di caramelle incartato fino a farlo sembrare un dirigibile, una crema idratante della catena di supermercati C'haicinquecentesimi, una rivista (che però non sia "In forma col pilates" e roba salutistica simile), un lucidalabbra della linea" Il frutto riportato sulla confezione non ha niente a che fare con il gusto che sentirai".
Non importa, ma ho una diva dentro di me, che in rari casi va davvero coccolata, anche a suon di scemate, di poche scemate pensate col cuore.

Specifico anche che, prima di pubblicare un post, di solito ci penso bene.
Ma come posso non scrivere così, quasi d'impulso,non riportare quale sia stato il Suo regalo di compleanno, ricordo per la mia fatica data dei trent'anni???
Mi ha svegliata stamattina - ebbene, non ho proprio proprio riposato stanotte, pensando "ma perchè cacchio non mi ha dato nessun regalo?" risposta: "Perchè sarà una cosa talmente meravigliosa che deve darmela al (ah ah) momento giusto" - dicendomi :" Vuoi sapere cosa ti ho regalato, amore?"
(Imbecille, certo che sì.)
"Ho deciso di smettere di fumare".

Brutto pirla, non sono tua madre, non mi interessa se ti intossichi.
Ogni volta che andiamo in giro insieme, ti faccio trottare come Varenne  se intravedo un luccichiò in qualche vetrina che potrebbe remotamente ospitare orecchini ed anelli, cosa credi che mi piaccia?
(Sì, adoro anche leggere, ma non capisce un accidenti dei miei gusti, è capace di regalarmi saggi sul femminismo tipo "Chi ha lavato le camicie rosse di Garibaldi", quindi lascio perdere e mi passo un pomeriggio nel profumo di carta delle librerie, libera di scegliere)

E poi, diciamo proprio la verità, ne fumi tre al giorno.
Non un grande sforzo, smettere.

Ovviamente, non ho detto nulla, ma ho pensato quale sarà il Suo regalo, quando gli anni li compirà Lui.
"Amore, auguri.
Vado dal dentista, sei felice?"

E tu, caro mio, vai pure al diavolo.

sabato 21 luglio 2012

Caracollega

Avevo scritto un post lunghissimo, e mostruosamente noioso. Perfino io saltavo le righe pur di finire di leggerlo. Tutto perchè un paio di giorni fa una collega, simpatica come un brufolo al primo appuntamento, mi ha ferita.

Un pochino.

No, mi ha decisamente offesa, sparandomi una palla di cannone da distanza ravvicinata in pieno petto.


Attendo il giorno in cui anche le tonde potranno offendersi. Essere arrabbiate, e non sempre simpaticone. Rispondere male, senza passare per acide. Non sorridere comunque e per forza.

Per quanto una persona sia oggettivamente morbida (ah ah),  i commenti cattivi non scivolano sul grasso senza lasciare traccia.

Però.
Inghiottite le prime venti tazze di fiele, gustate e digerite, mi sono accorta che pensavo graziecaracollega.
Perchè mi hai fatto venire in mente che, con la scusa "tanto non serve a  niente" è un anno (e mezzo...) che non frequento il mio parrucchiere, ed è ora di finirla con l'anarchia tricotica che mi sta in testa.
Perchè, sempre con la scusa del "tanto non serve a niente", ora sto all'estetista come satana all'esorcista, e sarebbe ora di cambiare il trend.
Perchè, vedi scusa di sopra, non mi guardo nemmeno più allo specchio, giusto un'occhiata dall'alto della mia testa per vedere che l'insieme dei colori pantalone-camicia (rivoluzionato in inverno da:pantalone-camicia-maglione) non causino daltonismo fulminante.
Perchè mi sono resa conto che non uso nemmeno più la mie preziosissime creme - indovina: tantononserveaniente.

E mi hai fatto venire una gran voglia di lasciarti lì, andarmene sui miei bellissimi tacchi 10, nel mio vestito "ti sembro casta ma guarda bene - troverai la porcona dei tuoi sogni", con i miei capelli appena sistemati e biondissimi, e le sopraciglia - ben disegnate - in una superiore smorfia di disprezzo.
Caracollega, non hai fatto altro che alimentare ancor più la mia voglia di tornare quella di prima.
(Dopo aver messo a dura prova il mio autocontrollo).

E ad ogni modo, tu ed il tuo culo secco mancate di eleganza, delicatezza e sensibilità.
Volevo proprio dirlo.