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venerdì 18 gennaio 2013

Stress

 
 


"Come va?"

"E come vuoi che vada? Torno dalle ferie e ripiombo nei malumori dell'ufficio, per non parlare del lavoro in sé che sai bene non essere una passeggiata, e tutto sommato non so nemmeno se ringraziare il creatore per non aver ferie da trascorrere in casa con Lui, che in questa stagione di raffreddamenti è in procinto di morire per ogni stramaledetto bacillo che ovviamente lo punta col gps."

"Mh. Umore a parte, come stai?"

"Ti pare che possa star bene? Lo sai quanto sensibile sia e quanto somatizzi l'ansia? Quanto scarichi lo stress nello stomaco, che poi l'apparato digerente mi diventa  una palude fetente e giurerei perfino di essermi depilata i villi tanto digerisco male?? "

"Problemi?"

"Guarda qui, sembra che la boccia dei pesci rossi stia pagando l'IMU per aver edificato sul mio addome, mi viene il dubbio d'essermi ciucciata l'elio stamattina tanto son gonfia, è tutta ansia neh, e i pantaloni - sai i pantaloni taglia moltogrande che mi sono presa, beh pure quelli mi stanno stretti, tra un po' la Adidas mi scritturerà come Official Mondial Ball per il 2014"

"..e la dieta?"

"Beh, quella va bene perchè non riesco nemmeno a mangiare, fai conto che a pranzo è dalla scorsa settimana che quasi salto il pasto, meno male che ho sempre con me un po'di confezioni *di caramelline senza zucchero, a cui do fondo per tenermi su**, ma c'ho mal di stomaco uguale, come se avessi ingoiato sei bombole da sub tutte insieme."

"...caramelline"

"Sì"

"...senza zucchero"

"Sì, beh, hai presente, le gommosette"

"Mh, sulle quali confezioni c'è scritto che si raccomanda di non eccedere nel consumo."

"..."

"Perchè hai presente quali sono gli effetti collaterali, vero amore?"

"..."

"E  del quintale di pacchetti regalati per Natale  che negli intenti erano la scorta fino alla primavera, quanti ne sono rimasti?"




Svelato il mistero del mio mal di stomaco.
Non era colite da stress.
Erano le liquirizie.
Che nello stomaco fanno bolle d'aria talmente grandi che il Mago Otelma le usa come sfere per fare divinazioni.


La cifra a cui sono giunti i pacchetti è molto prossima allo zero.





*"un po' di confezioni" non è una locuzione da affiancare alle caramelle pretendendo di rimanere seri. Lo so. E allora??


**la scusa di ogni essere umano a forma di pera: mangio sennò svengo. Le ingenti riserve vengono assolutamente ignorate.


sabato 29 dicembre 2012

I'll be home for Christmas...


Mio padre non è stato troppo bene, ma lui d'abitudine sotto le feste s'ammala.
Questo giro si è fatto un tourbillon d'influenza intestinale, e io riflettevo tra me e me se conveniva stargli debitamente lontana o mostrare la mia vera natura e sostenerlo nella malattia solo per farmela passare e poter poi dire "a Natale ho perso due chili".
E' riuscito ad attaccarmi nient'altro che la febbre, così stanotte ho sognato che tornavo a casa ed invece che Lui trovavo Marco Travaglio e Jorge Lorenzo, intercambiabili a seconda delle esigenze.
Il fatto che il sogno mi sia pure piaciuto la dice lunga sui gradi di temperatura interna notturni, un trilione suppergiù.



Comunque, sono a casa per le feste.
Mi sono caricata di uno zaino pieno di regali, la cuccia di Oliver, Oliver medesimo e mi sono fiondata sul primo treno utile per tornare dai miei. Ho portato  solo un paio di pantaloni e sperato ardentemente di aver dimenticato lì molto molto molto intimo l'ultima volta. (C'era).



Mamma è stata un'orecchio disposto ad ascoltarmi ogni volta che avevo voglia di parlare (togliamo le ore di sonno, tutto il resto era buono per far due chiacchiere), mi sono fatta trip di Settimana Enigmistica e parole crociate fino alla nausea, ho già letto i tredici libri che mi avevano regalato, ho dormito fino alle no, non lo dico per pudore tutti i giorni e ho fatto passeggiate per la mia città avec chien et maman.

Insomma, una pacchia.
Insomma, non ho voglia di tornare alla vita di sempre.
Insomma, mi lascio ancora trascinare pigramente dall'inerzia di queste vacanze, non scrivo altro perchè mi godo degnamente la mia famiglia, e auguro a tutti di poter essere davvero felici quanto lo sono io in questi giorni. Contando che il venticinque ho mangiato tre piatti di agnolotti e lo stomaco non mi ha ancora fatto causa, dubito che possiate eguagliare il mio grado di estasi.





 E ancora auguri a tutti.

martedì 11 dicembre 2012

Il clima delle feste



Devo aver perso la magia del Natale nello stesso momento in cui hanno fatto la loro comparsa i Santaclaus disarticolati che cantano gingol beeells e  fanno Ohohohohoh! ogni volta che passi dalla porta dell'Autogrill.
Il tipo che ha ideato un pupazzo senza femori che canta felice una sola canzone trecentosessantacinque giorni all'anno deve essersi fatto una tempura di neuroni, per non parlare di chi lo compra; io comunque non ho mai visto nessuno uscire da un negozio con quel coso sotto braccio.

(Nota bene: lo dice una che era entrata con aria intellettual-chic in un'enoteca per comprare un allora sconosciuto Controguerra bianco, ed è quasi venuta alle mani con il proprietario gayssimissimo per farsi cedere il rospo meccanico che all'ingresso diceva "benvenuti" con la voce di Sandro Ciotti)
(L'ho vinta io, comunque).

Ad oggi, non ho ancora comprato unregalouno.
Sono in ritardo, come sempre su qualsiasi tabella, fosse anche la tabellina del due.
MA.
Ma.
Ho fatto l'albero.
Tutto da sola, visto che Lui è impegnato con duemilaseicento lavori da finire rigorosamente prima di Natale.

Il nostro albero è quello che Sua madre chiama fieramente "l'abete della nonnina": uno sputacchio di plastica anno millenovecentocinquanta, sopravvissuto a quattro bambini (suamadredapiccola-suaziadapiccola-Lui-suasorella), svariati gatti che lo hanno battezzato come fossero idranti, la nonnina stessa che ci inciampava dal primo dicembre al sei gennaio.
Questa sfida all'estetica l'ho affrontata da sola.
MA.
Ma.
Con la Sua supervisione.
Ed è un desainer, mica bruscolini.
Provate voi a fare un albero di Natale con uno che, dal soppalco, con visuale a 360 gradi sul vostro lavoro, vi dice che direzione deve prendere la stella cometa.




"Le luci, ti prego, le luci. Le hai ingrumate tutte sul fondo."







"Amore, le palline, ti prego, le palline.
S-i-m-m-e-t-r-i-c-h-e. Abbiamo sei  palline, non è difficile, tre di qua, te di là. L'ordine amore, le proporzioni. Quelle che mancano al tuo sedere"




"Tesoro, potresti fare tuo il concetto alla base del filo argentato? Deve essere una spirale intorno all'albero"








Ecco Amore, se la spirale se la fosse messa tua madre quella volta.
Quanto bene avrebbe fatto.