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lunedì 1 aprile 2013

Caro Dio

Quanto mi piace pensarlo così





Egregio Signor Signore,
con la presente desideravo scusarmi per aver negli ultimi tempi disertato la Sua mensa, ma la dieta è dieta.


Come avrà comunque potuto piacevolmente notare, nell'ultimo periodo mi sono profondamente adoperata per trovare il divino che regna  in me stessa; quantunque abbia scoperto con disappunto che il Dio che mi alberga rassomiglia più ad un Buddha che a qualsiasi altra manifestazione di  filiforme spiritualità.




Con l'usuale ironia che poi contraddistingue molte delle Sue sante pensate, mi hai giustamente messo a fianco un uomo che di mestiere fotografa chiappe rinsecchite e ossa ambulanti, e gli piacciono pure.
Grazie.
Se dietro a tutto questo c'è un  piano per la mia evoluzione spirituale, sappia che funziona poco.

Mangiare continua a piacermi.
Molto.

E non si può non celebrare il cibo, quello buono, e  da parte di chi ha sposorizzato frasi come: "Si può forse mangiar ciò che è insipido, senza sale? C'è qualche gusto in un chiaro d'uovo?" (Giobbe 6:6) mi aspetto totale comprensione.

Per quanto sui Suoi gusti avrei un po' da obiettare ("Di questi potrete mangiare: ogni specie di cavallette, ogni specie di locuste, gli acridi e i grilli." Levitico 11:22), io aspetto ancora con ansia di trovare su GoogleMaps le indicazioni stradali per "la terra dove scorrono latte e miele" (Esodo, 3,8), perchè trovo entrambi sufficientemente goduriosi.
E mi vanto pure d'essere abbastanza immune alle Sue minacce, finchè si limitano a cose tipo "il suolo (...) spine e cardi produrrà per te" (Genesi, 3,17-18): sappia che cospargerei la Sua Santa punizione di  grana e la sbatterei in forno: viene buonissima.

Dal momento che ultimamente l'ho fatto poco, mi preme ringraziarLa  di cuore per avermi dato una buona bocca per gustare il cibo, una famiglia che mi ama, un amore che guarda i sederi delle altre però poi palpugna ostinatamente il mio, un lavoro, una salute decente, una vita senza troppi intoppi; grazie, perchè delle molte vite che mi potevano capitare, questa non è poi tanto male.


La ringrazio perchè sono consapevole che per quanto possa darmi da fare, una buona base di partenza e una discreta dose di culo sono essenziali.
Da ultimo, se è vero che, come si dice "nelle Tue mani è la mia vita", le chiederei solo di conservarmela sempre così, e di non applaudire troppo spesso.

sabato 29 dicembre 2012

I'll be home for Christmas...


Mio padre non è stato troppo bene, ma lui d'abitudine sotto le feste s'ammala.
Questo giro si è fatto un tourbillon d'influenza intestinale, e io riflettevo tra me e me se conveniva stargli debitamente lontana o mostrare la mia vera natura e sostenerlo nella malattia solo per farmela passare e poter poi dire "a Natale ho perso due chili".
E' riuscito ad attaccarmi nient'altro che la febbre, così stanotte ho sognato che tornavo a casa ed invece che Lui trovavo Marco Travaglio e Jorge Lorenzo, intercambiabili a seconda delle esigenze.
Il fatto che il sogno mi sia pure piaciuto la dice lunga sui gradi di temperatura interna notturni, un trilione suppergiù.



Comunque, sono a casa per le feste.
Mi sono caricata di uno zaino pieno di regali, la cuccia di Oliver, Oliver medesimo e mi sono fiondata sul primo treno utile per tornare dai miei. Ho portato  solo un paio di pantaloni e sperato ardentemente di aver dimenticato lì molto molto molto intimo l'ultima volta. (C'era).



Mamma è stata un'orecchio disposto ad ascoltarmi ogni volta che avevo voglia di parlare (togliamo le ore di sonno, tutto il resto era buono per far due chiacchiere), mi sono fatta trip di Settimana Enigmistica e parole crociate fino alla nausea, ho già letto i tredici libri che mi avevano regalato, ho dormito fino alle no, non lo dico per pudore tutti i giorni e ho fatto passeggiate per la mia città avec chien et maman.

Insomma, una pacchia.
Insomma, non ho voglia di tornare alla vita di sempre.
Insomma, mi lascio ancora trascinare pigramente dall'inerzia di queste vacanze, non scrivo altro perchè mi godo degnamente la mia famiglia, e auguro a tutti di poter essere davvero felici quanto lo sono io in questi giorni. Contando che il venticinque ho mangiato tre piatti di agnolotti e lo stomaco non mi ha ancora fatto causa, dubito che possiate eguagliare il mio grado di estasi.





 E ancora auguri a tutti.