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martedì 17 giugno 2014

Yin e Yang




Si dice, in India, che l'ora più bella sia quella dell'alba, quando la notte sta per abbandonare il giorno e la luce non ha ancora squarciato il velo dell'ombra; l'ora in cui l'uomo può capire, se sa ascoltare, che tutto ciò che nella vita appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero, il male ed il bene, non sono che due aspetti della stessa cosa. Sono diversi, sì, distinti, ma non separabili.

Come due amanti, che sono differenti, ma nell'amore diventano Uno.

Nel disegno, i due punti esprimono l'idea che ogni qualvolta una forza arriva al suo apice, contiene già in sé i semi del suo opposto, e sia costretta ad invertire il proprio corso tramutandosi completamente.

Ma significa anche che non possiamo apprezzare davvero la felicità senza aver mai provato la tristezza.

Significa ancora che senza oppositori che intralciano il nostro cammino, non vale nemmeno la pena impegnarsi.

Significa soprattutto che non è tutto solo bianco, o solo nero.


Ne ho avuto conferma in questi giorni, quando ho messo in lavatrice la sua tuta Adidas preferita insieme ai pantaloni rossi perché tanto "sto lavando la roba nera", scordando che, da brava divisa taoista, ha le bande bianche che adesso sono un indefinito color fenicottero abbronzato.




Non l'ha ancora vista, ma ho le valigie pronte per il primo monastero shaolin che voglia accogliermi, possibilmente  senza lavanderia.




lunedì 24 febbraio 2014

Rosa, molto rosa

 
 L'unico colore posseduto e declinato in tutte le forme infilabili in un armadio: pantalonimagliecamicettescarpeborse.

Lo uso spesso solo per ricordarmi di vedere le cose sotto questa sfumatura, e pure per ribadire che sono una donna, perchè non sempre si capisce, specie quelle mattine in cui mi sveglio e staccherei a morsi pure la testa di Obi Wan Kenobi, se lo incontrassi.



Così ero di rosa vestita, e mentre mi allacciavo l'ultimo bottone della camicia, lui apre un occhio e, scostando piano le lenzuola, mi sussurra:

"Amore"
 "Che vuoi?"
"Amore sei così...così...ummhhh"
"???"
"Amore, sei come la mortadella"
(il che, detto alle ore sei e trenta del mattino, ha le sue attenuanti)



"Sei rosa"
Ineccepibile.

"Sei buona"
Tesoro mio.

"Sei grassa"



E'  uno di quei  giorni in cui la vita si vede rosa solo con un glaucoma.                           
                                          







martedì 4 giugno 2013

E infatti ho pensato "ma guarda te che illustrazioni carine fanno adesso sugli atlanti di anatomia per spiegare la lordosi"







e poi scopro che è un bozzetto di Armani.



Capisco che la moda ci voglia tutte mucchi d'ossa scricchiolanti col sedere piallato come il tavoliere delle Puglie, ma che adesso ci si debba muovere anche come punti interrogativi col baricentro esterno, mi pare un po' troppo.

mercoledì 24 aprile 2013

Outflirt


 Mia madre, essendo nobile d'animo, finge di non vedere che sparisce sempre qualcosa dal suo armadio ogni volta che torno a casa.
L'ultimo bottino consisteva in una camicia bianca.
Cioè, nella mia ignoranza era una semplice camicia bianca.

Una satanica collega mi ha placcata nel corridorio neanche fosse Sergio Ramos, e guardandomi fisso negli occhi ha detto "Opfhuau! Ma io A-M-O la Georgette!"

Per la cronaca anche io sono contro l'omofobia, volevo dirle che ero felice per il suo coraggioso outing, che non vedevo l'ora di conoscere questa Georgette, finchè ho realizzato che io, Georgette, la stavo indossando.

Pare sia la roba di cui è fatta la camicia, o qualcosa di analogo.
(Perdonami Ivsanloran, perchè non ho la più pallida idea di quel che dico).

"O è crêpe de chine? Ma guarda che rouches!!* Fantastico il tuo outfit, oggi"

Primo, guarda il labiale: si chiama "camicia".
Secondo, enzo, per piacere, esci da questo corpo
Terzo, o ti sottotitoli, o traduci tutto quello che hai detto.


Mi è bastato indossare un giorno una camicetta di mia madre per non passare inosservata.

Ciò che comunque mi ha sorpresa non è stato l'indubbio gusto materno per il vestiario, tutto ciò che lei ha nell'armadio potrei metterlo io** senza sembrare démodé.
Quel che mi ha stupito è la provata trasparenza della camicia.
Mia madre, mia madre, aveva un'invidiabile collezione di camicette trasparenti, tailleur, sottovesti di pizzo, che solo ora realizzo indossava quotidianamente.
Per dire oggi, mentre parlavo con un collega, ho notato la sua espressione da Cappuccetto Rosso che dice al lupo" Ma che occhi grandi che hai!", solo che non si trattava degli occhi.
E se penso che mia madre somigliava terribilmente a Capucine, nel viso, nell'eleganza, nel portamento, e soprattutto nel fisico,

non ho naturalmente preso una beneamata minchia da lei: tutta mio padre


mi sa che ci sono molti aspetti della sua vita che per la mia sana e buona educazione ha tenuto debitamente nascosti, ma sarebbe interessantissimo conoscere.






*dopo dieci minuti ho capito che non c'era alcun "signor Kerusc". Ma l'ho dovuto cercare su Wikipedia.

** se solo ci entrassi

lunedì 25 marzo 2013

Brevi note su cosa non dire quando la vostra donna esclama:"Guarda amore, mi entrano di nuovo i vecchi jeans!"


"Ma li chiudi?"
Se si abbottonassero la frase sarebbe: "Guarda amore, mi entrano di nuovo i vecchi jeans e riesco pure ad allacciarli !"
Tirarli fino in vita aiutandosi con le brugole dell'Ikea non significa chiuderli, ma è fondamentale ignorare le patte aperte per la buona riuscita della vita di coppia.


"Eroici"
Detto guardando i pantaloni.
L'accessorio "Sprezzo del pericolo" dimostrato infagottando il culone è  in dotazione da alcune taglie in giù. (che vengono indossate per provare l'ebbrezza di dire "entro in una 42*!" Fa niente se poi sembriamo sponsorizzate dalla Sagra della Salamella Annodata Stretta)



"Mi pare ti stringano"
Certo che stringono. Il blu delle labbra ne è una prova.




"Mi pare ti stringano parecchio"
E' una tua intuizione, o sarà che mi muovo come C3-PO col cavo infilato nel posto sbagliato?
 






"Ci esci mica, con quelli lì?"

Se mi fossi messa sull'uscio a braccetto dell'intera squadra dei Chicago Bears
non avrebbe avuto la stessa reazione offesa.

Per niente. Anzi.


"Ma respiri?"
No.
Vedi sopra.



"Mi sembrano fuori moda"
Sono due anni che li guardo latitare nell'angolo più buio dell'armadio.
Per questo motivo, indosserei anche le maniche alla Lady Oscar, pur di provare che ho perso peso.


"Beh dai"
Ecco.
"Insomma"
Dai che ci scappa il complimento.
"Da qui in giù - polpacci - ti stanno anche bene"
Questo rimane l'apprezzamento peggio riuscito da quando Adamo disse ad Eva "non c'è nessuno come te nell'universo".





*MAGARI.

domenica 2 dicembre 2012

Egregia AziendaFashion&Superfigherrima


Egregia Vedisopra,
potrebbe considerare, magari sotto l'effetto di una blanda droga, una campagna in cui le modelle curvy (leggi: culone) non debbano essere necessariamente l'emblema della gioia, ed altresì una medesima campagna in cui le modelle lezionediosteopatianumerouno:l'osso non siano incazzate come jene per non si sa quale motivo? (e qui capisco che la droga dovrebbe massicciamente aumentare).

Sono assolutamente dell'idea che il sorriso sia l'abito migliore, ma di tanto in tanto anche io ho spaziali giramenti di palle, e il fatto di disporre di ingenti riserve per l'inverno non mi rende biologicamente sempre felice.

Per dire:

Magrumi




 
e non mi dite che non hanno tutte l'aria del "che cacchio  vuoi".


 
Non magrumi


 


 
Giurerei d'aver visto magre sorridere, e culomunite incazzate, e anche parecchio.
 
Pretendo il diritto inalienabile di mandare a fanculo il globo terracqueo, e anche in malo modo.
La mia cellulite non è un airbag per l'infelicità.
 
 
Ecccheccacchio.